
Assente dal repertorio scaligero dal 1998, a febbraio tornerà in scena
"l'histoire de Manon", il celebre balletto di Kenneth MacMillan,
nell'allestimento originale di Nicholas Georgiadis, con la ripresa coreografica
di Monica Parker e la direzione d'orchestra di Paul Connelly.
Il terzo dei sei grandi lavori di MacMillan, eccellente esempio della sua
creatività nella fusione di tradizione e spirito innovativo, della
sapienza coreografica nel delineare il fascino della protagonista e creare
splendidi ruoli maschili, riporta sulla scena del Teatro alla Scala due speciali
coppie di artisti, due cast imperdibili, cosi come nella passata stagione
si verificò - sempre sotto il segno di MacMillan - per le recite di
"Romeo e Giulietta".
Non potevano che essere infatti due interpreti d'eccezione ad impersonare
la seducente Manon: Alessandra Ferri e Sylvie Guillem, affiancate, nel ruolo
dello studente des Grieux, da Roberto Bolle e Massimo Murru.
Il balletto infatti ha affascinato le stelle più grandi, per i ruoli
appassionanti che offre ai danzatori, sia sul piano drammatico e psicologico
sia coreografico: Alessandra Ferri (in uno dei ruoli in cui lo stesso MacMillan
la volle subito al suo arrivo, giovanissima, al Royal Ballet e in cui già
è stata acclamata protagonista alla Scala) danzerà questo balletto
la prima volta insieme a Roberto Bolle, rinnovando la partnership inaugurata
con "Romeo e Giulietta" e proseguita con "Sogno di una notte
di mezza estate". Alla Scala Sylvie Guillem danzerà Manon per
la prima volta, affiancata da Massimo Murru, che proprio interpretando des
Grieux ottenne la nomina a primo ballerino; insieme danzarono già questo
balletto al Covent Garden in occasione delle celebrazioni per il decennale
della morte di MacMillan (2002). E per l'occasione, la Scala si è aggiudicata
anche un'altra speciale presenza: Sir Anthony Dowell, ospite d'eccezione,
per alcune recite, nel ruolo di Monsieur G.M.
Proprio per Anthony Dowell e Antoinette Sibley, due dei ballerini più
puri e lirici del Royal Ballet negli anni settanta, Manon fu creata nel 1974
e vide in scena anche il drammaticamente intenso David Wall nelle vesti di
Lescaut.
Come ricorda Clement Crisp in un suo saggio, «MacMillan era affascinato
da personaggi storici "speciali" Egli cerco' in grandi lavori come
Anastasia, Mayerling e Isadora, cosi come in Manon, di comprendere e spiegare
il loro mondo come pure i loro conflitti interiori. (.) La seducente, infuocata,
amorale Manon ha affascinato il pubblico dal momento in cui l'Abbè
Prévost la creo'. MacMillan si propose il compito di collocarla nel
suo scenario, di spiegare il suo fascino e la sua tragedia. C'era anche la
necessità di creare un grande ruolo per una danzatrice, e di contrapporre
il fascino di Manon alle rivali attrattive del vero amore e della ricompensa
terrena. I caratteri di Lescaut, des Grieux e Monsieur G.M. offrivano l'occasione
per tre splendidi ruoli maschili, con i grandi elementi scenografici del cortile
di una locanda al primo atto e di una festa nel secondo per mostrare l'intera
compagnia. (.).»
Musicalmente parlando, MacMillan chiese a Leighton Lucas di "arrangiare"
un nutrito gruppo di pagine di Massenet per la sua Manon, evitando di tradurre
puramente e semplicemente il melodramma in balletto. Ecco allora fra le altre,
pagine tratte da Le Cid e da Thaïs, da Don Quichotte e da Cleopatra,
da Ariane a Cenerentola.