MALE DI LUNA
DONNE, UOMINI, LUPI E ALTRI MOSTRI...
A partire dalla notte dei tempi, il licantropo abita nei sogni dell'uomo.
Una cupa notte di luna piena, un bosco, un ululato selvaggio: ecco lo scenario
di una leggenda antica e immortale, che ha come protagonista uno sfortunato
essere umano in preda ad una tremenda trasformazione. Il licantropo, tra le
creature dell'ignoto, desta ancora adesso tanta curiosità e ha una
miriade di rappresentazioni, leggende, storie fantastiche. Un licantropo può
essere tale per una maledizione scagliata direttamente da Dio, come punizione
per un comportamento particolarmente efferato; oppure perché, nascendo
la notte di Natale, ha compiuto una sorta di profanazione e merita, pertanto,
di essere castigato. Nell'immaginario favolistico occidentale, il lupo è
l'animale che mangia i bambini. Esso vive in perenne fuga, arrampicandosi
sulle rocce e cercando conforto nell'oscurità della notte. Il lupo
è cattivo, indomabile, crudele. Pertanto, quando la sua natura si mescola
con quella umana, si spalancano le porte del male: uomo e lupo convivono nello
stesso corpo, uomo e lupo combattono per il predominio. Ma il vero male dov'è?
Ad una riflessione più profonda segue obbligatoriamente un'idea: sono
i pregiudizi i licantropi, i vampiri, i mostri della nostra anima. "Male
di Luna" racconta una storia, che ha il sapore delle storie di un tempo
passato ma mai scaduto. Sullo sfondo di un bosco si svolge la tragedia di
una fanciulla "dai capelli di fuoco", accusata dalla gente del paese
di essere una donna lupo, responsabile dell'assassinio tremendo del suo amante.
La fanciulla è l'ultima arrivata, senza famiglia né stabilità:
è per questo una diversa, è per questo, sicuramente, l'assassina.
Lira dei suoi accusatori, in particolare di una donna, la costringe a vivere
ai margini del bosco, con un unico interlocutore, la guaritrice del paese.
Anche quest'ultima è isolata dal resto della comunità, per la
sua capacità di guarire con le piante e per la sua diversità.
Due anime sole, legate da un simile destino: quello di essere marchiate dalla
superstizione, dall'ignoranza, dalla paura. La storia si sviluppa in due dimensioni:
quella reale, con la gente del paese e i suoi processi sommarii, e quella
onirica, con le donne lupo, figure poetiche ed inquietanti. Il trait d'union
è proprio la guaritrice, che rimane a metà tra le due dimensioni,
come sospesa. E al processo degli uomini, armati di fucili e maledizioni,
segue quello delle lupe, con un finale a sorpresa.