Riportiamo un estratto della lunga intervista concessa dal M° Abani Biswas
allo Staff del Portale della Danza


Abani:-..... Il kalari ....questa arte marziale è madre di tutte le arti per svegliare il corpo...

Staff:- C'è uno studio per tutto quello che viene rappresentato?
Abani:- Noi non andiamo sempre a fare spettacolo. Una parte per lo studio, un'altra parte per fare lo spettacolo. Sono due cose divise. Solo per lo spettacolo fare pratica non mi piace tanto. La pratica è fatta di tante cose insieme, con gli artisti faccio un lavoro speciale. Poi coinvolgo artisti tradizionali a cui piace fare spettacolo. Anche questo è importante, fare due cose diverse, due training. Due parti, c'è anche lo yoga ma direttamente noi non facciamo yoga.

Staff:- C'è anche lo yoga quello fisico.
Abani:- Si, Hata yoga, molto ginnico, posizioni di corpo. Questo però non è per tutti i corpi, noi siamo tutti corpi diversi. Un'altro tipo di yoga è basato sul potere della mente. Potenziare la mente, anche questo serve e ci vuole tanto tempo. Noi abbiamo breve tempo, siamo nel 2oo3, non stiamo quando tutto è iniziato.

Staff:- C'è una componente mistica?
Abani:- Si, c'è una parte mistica. Mistica è una cosa che non è possibile spiegare. Deve essere possibile avere ognuno di noi una parte mistica, questo è importante. Da noi c'è un gruppo che lavora che fa voce e canta, loro sono poeti mistici, cantanti mistici. Questo per me è stato molto interessante. Io ogni tanto lavoro in mezzo alla natura, in mezzo ai boschi, li mi riesco a concentrare perchè fuori c'è troppo rumore intorno che fa perdere la concetrazione.

Staff:- Si può fare un parallelismo con altre discipline. Nella danza il training è una disciplina individuale al di la dello spettacolo.
Abani:- Si una direzione per andare a fare lo spettacolo, un'altra direzione il training. Come fare a lavorare insieme, stare insieme, crescere insieme.

Staff:- I vostri spettacoli hanno una componente tradizionale e anche di ricerca?
Abani:- Noi abbiamo iniziato a fare non spettacoli ma seminari, workshop nel silenzio della natura, questo è stato il nostro inizio di lavoro.

Staff:- In India o già fuori?
Abani:- In India. Il primo periodo è stato un po' duro, stare insieme senza spiegare e imparare ad essere svegli, con gli occhi aperti il più possibile, attivi. Poi abbiamo iniziato a fare. La gente che viene al centro ha voglia di fare perchè vede che la cosa funziona. Agli artisti piace recitare, anche questo è fare però è diverso, possono anche lavorare due insieme quando tutto va insieme come la vita allora diventa la cosa più facile, più semplice.

Staff:- diventa una disciplina in qualche modo?
Abani:- possibile... ( come nasce il suo lavoro?)....Noi siamo artisti diversi ognuno fa il suo genere di cosa. A chi piace cantare a chi ballare a chi piace fare arti marziali..... è importante crescere in una piccola cosa . Io faccio teatro da strada, politico, posso parlare di gente che soffre, posso parlare contro certe realtà sociali. Questo gruppo è arrivato a fare “Teatro delle Sorgenti” con Grotowsky. Lui è una persona che cerca di lavorare con la verità ed ha portato l'uomo a lavorare con e nella natura. L'importante è avere il piacere di fare, di andare da qualche parte.

Staff:- E' difficile in India come in Italia avere un sostegno economico per fare spettacoli?
Abani:- In india forse è più difficile.

Staff:- Da noi c'è la difficoltà, volendo lavorare con una compagnia fuori sede ,di mantenersi economicamente .
Abani:- Da noi c'è la possibilità di vivere in comunità per cui le spese diventano minime .

Staff:- Per noi è difficile immaginare l'India come un paese violento nonostante abbia ed ha avuto le sue guerre.
Abani:- Si, nella tradizione l'India è un paese di Pace. Il paese di Gandhi, il paese dei veda , la prima lingua del mondo.Tutto questo è simbolo di Pace.....
Ma ora siamo nel 2003..........
il simbolo di pace resta e la gente muore di fame per strada, c'è molta povertà.
Per me la Pace è molto importante, il poter fare qualcosa per gli altri è bene, questo la gente deve capire. Dal punto di vista dello spettacolo è l'incontro dell'uomo con l'uomo senza differenze. Questo concetto è importante da mettere in pratica non solo in scena ma nel quotidiano per non oscurarsi.

Staff:- Ho letto un libro, “la città della gioia”, che mette in evidenza il modo di vivere e l'impatto così forte e contrastante della città di Calcutta...
Abani:- ....si è vero, per qualcuno è possibile stare per altri è meglio andare via....io con il gruppo mi sono trasferito in campagna, a 150 kilometri da Calcutta, come sede della compagnia, perchè c'è più pace e libertà

Staff:- Ma la città uccide per chiunque e ovunque?
Abani:- Si, la città è piena di gente c'è molto traffico; in campagna si sta bene, si può coltivare e mangiare i propri prodotti.....la città alla fine è un illusione.

Staff:- Come si svolgono gli stages che organizzate in India?
Abani:- Noi iniziamo a metà novembre fino alla metà di gennaio: la gente arriva da diverse parti del mondo e con diversi percorsi artistici.Noi la mattina alle sei iniziamo fino alla sera ,per questo vivere nel centro diventa quasi un'esigenza essendo full immersion. Quando si lavora non c'è possibilità di fare altro.

Staff:- Qual'è il tipo di lavoro?
Abani:- S' inizia la mattina lavorando con la musica indiana essendo ciclica come la natura, una musica per il giorno una per la notte etc... afferrare questa ciclicità serve per avere aiuti dall'esterno in quanto esiste sia un ritmo interno all'uomo e un ritmo esterno della natura.
Prima arrivavano persone che volevano lavorare per cinque o sei giorni, ora arrivano persone che vogliono lavorare per lungo tempo, certo un lavoro di un mese può affaticare il fisico ma mantenedo la mente e la percezione aperta si riesce a capire come poter utilizzare meglio l'energia.

Staff:- Dove siete stati in Italia?
Abani:- Per i laboratori dal 1982 lavoriamo in Umbria presso l'associazione culturale Casa Cenci ad Amelia e poi ci muoviamo per i vari festivals.

Staff:- Cosa ne pensi del progetto di tenere un diario in diretta dall' India sulle pagine del Portale della Danza ?
Abani:- Si l'idea è interessante ...

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